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Ritratti di piante

Tephrosia

Redazione Terra HumanaUltimo aggiornamento: 2026-10-137 min di lettura

Arbusto di tephrosia con foglie pennate argentee e fiori papilionacei rosa violacei tra giovani alberi su un pendio asciutto

In breve

Arbusto leguminoso a crescita rapida che fissa l'azoto e dà potature tenere e ricche di azoto; le sue foglie contengono sostanze tossiche per i pesci.

Nome botanico
Tephrosia (T. vogelii, T. candida)
Famiglia
Fabaceae (leguminose)
Origine
Africa tropicale, Asia meridionale
Portamento
arbusto a legno tenero, da 0,5 a 4 m
Freddo
sensibile al gelo
Acqua
da 850 a 2650 mm nell'areale
Strato nel bosco commestibile
arbustivo, di breve durata
Attenzione
foglie tossiche (rotenoidi)
A Sa Medada
a dimora, attecchita

Che cos'è la tephrosia?

La tephrosia si pianta per ciò che lascia. È una leguminosa, parente del pisello, un arbusto rapido a legno tenero con foglie ricche di azoto. Tagliata, ributta; il materiale resta a terra e nutre il suolo. Nei tropici la si usa così da generazioni: come sovescio, come ombra temporanea sopra giovani piante di caffè e cacao, come siepe lungo le curve di livello sui pendii.

Il genere è vasto. Due specie raccolgono gran parte dell'esperienza pratica: Tephrosia vogelii dell'Africa tropicale e Tephrosia candida dell'Asia meridionale. Entrambe formano noduli radicali con batteri azotofissatori, entrambe sopportano potature drastiche, ed entrambe hanno foglie tossiche. Tra le piante azotofissatrici la tephrosia appartiene agli aiutanti rapidi e di breve vita che avviano un impianto, non agli alberi che restano.

Origine e portamento

Tephrosia vogelii cresce in tutta l'Africa tropicale, nelle savane, ai margini dei boschi e nei campi a maggese, ed è stata piantata in Asia e in America Latina. È un arbusto ramificato o un piccolo albero da 0,5 a 4 metri, fitto di foglie, con peluria sericea e fiori da bianchi a violetti. Tephrosia candida arriva a circa 3,5 metri, ha foglie argentee e fiori bianchi. Entrambe hanno radici profonde e ributtano volentieri, anche dopo il fuoco.

Esigenze

La tephrosia è una pianta tropicale. Il database di World Agroforestry colloca T. vogelii in zone con temperatura media annua da 12 a 27 °C e da 850 a 2650 mm di pioggia, T. candida da 18 a 28 °C e da 700 a 2500 mm. Nessuna delle due tollera il gelo, T. candida nemmeno i ristagni. Entrambe si adattano a suoli poveri e acidi; T. vogelii preferisce terreni franchi ben drenati con pH da 5 a 6,5. Vogliono pieno sole. T. vogelii è descritta come tollerante a siccità, vento e brucatura, con una riserva: nella siccità spesso non ributta dopo il taglio.

Ruolo nel suolo: azoto, biomassa e pacciamatura

La tephrosia fissa l'azoto grazie ai batteri dei suoi noduli radicali. Per T. candida la letteratura indica Bradyrhizobium come partner; di T. vogelii si dice che noduli anche su suoli acidi dove la leucaena non lo fa. Come si comportino i rizobi in un suolo che non ha mai visto la pianta è un'altra questione, e nessuno può rispondervi in anticipo.

Il valore della tephrosia sta nella massa fogliare. I germogli giovani sono i più ricchi: T. vogelii contiene 3,7 g di azoto per 100 g di sostanza secca a due o tre mesi, 1,2 g a dieci mesi. Meglio quindi tagli frequenti e leggeri che rari e pesanti. Su suolo fertile T. candida dà da 25 a 30 tonnellate di massa verde per ettaro all'anno in tre tagli. In prove di maggese a Msekera, nello Zambia orientale, provenienze di T. candida del Madagascar hanno prodotto dopo un anno e mezzo circa il doppio della biomassa di T. vogelii, e il mais seguente ha reso di più.

Le foglie tenere si decompongono in fretta. Come pacciamatura nutrono presto il suolo ma lo coprono per poco; i fusti più legnosi durano di più. Questo fa della tephrosia una tipica pianta da biomassa dei primi anni: una fonte di materiale ricco di azoto più che una copertura duratura.

Nel bosco commestibile

Nel bosco commestibile la tephrosia sta nello strato arbustivo, e all'inizio. Nell'agricoltura sintropica svolge il ruolo di pianta di supporto a vita breve: fitta tra gli alberi giovani, tagliata più volte l'anno, con il materiale steso intorno agli alberi che deve nutrire. Dopo qualche anno, quando le chiome si chiudono, le manca la luce e si ritira. È il suo posto previsto nella successione: una pianta pioniera che prepara il terreno e poi se ne va.

Poiché bovini e capre non mangiano T. candida, nei tropici la si usa come siepe intorno agli orti. Per lo stesso motivo non serve come foraggio.

Nel clima mediterraneo

Esperienze documentate dal Mediterraneo europeo quasi non ce ne sono. I dati climatici indicano i limiti. Il gelo la danneggia, quindi conta un posto riparato e senza gelate. Una siccità estiva di cinque mesi e più esce dal suo areale naturale, scandito dalle stagioni delle piogge; le radici profonde aiutano, ma il ricaccio dopo un taglio estivo può mancare. Nell'orto mediterraneo conviene quindi tagliare nei mesi piovosi, dall'autunno alla primavera, e lasciare le piante intatte d'estate perché ombreggino il suolo.

La tephrosia non figura nell'elenco UE delle specie invasive. T. candida è naturalizzata alle Hawaii, e una valutazione del rischio cita lì semi vitali e una banca di semi persistente tra i segnali d'allarme. Un taglio prima che i baccelli maturino limita l'autosemina.

Propagazione e cura

La tephrosia si semina direttamente o si alleva in vaso. I semi di T. vogelii si conservano bene; il database consiglia di far riposare il seme fresco per circa due mesi. Per un sovescio si indicano 40 per 40 cm con due o tre semi per buca, per le siepi 1,5 m tra le file. Le piante poco ramificate si cimano. Il materiale tagliato va tenuto lontano da stagni e cisterne, perché le foglie sono tossiche per i pesci.

Come la intende Terra Humana

A Sa Medada la tephrosia rappresenta i primi anni di un impianto: una pianta che non resta, ma il cui lavoro resta nel suolo. Deve fornire potature ricche di azoto finché gli alberi sono piccoli, e farsi da parte quando non ne hanno più bisogno. Che sia attecchita senza inoculo è già di per sé un'osservazione modesta ma istruttiva.

La valle di Sa Medada presso Jerzu, Sardegna, con uliveto e macchia

Sa Medada

Così è da noi

A Sa Medada la tephrosia è a dimora ed è attecchita. Come tutte le azotofissatrici del terreno è stata piantata senza inoculo di batteri dei noduli radicali, e in questo suolo ha messo radici lo stesso.

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Domande frequenti

Che cos'è la tephrosia?

Tephrosia è un grande genere di leguminose, parente del pisello e del fagiolo. In agroforestazione contano soprattutto due specie: Tephrosia vogelii dell'Africa tropicale e Tephrosia candida dell'Asia meridionale. Sono arbusti a legno tenero che crescono in fretta, formano noduli radicali con batteri azotofissatori e sopportano tagli ripetuti. Si piantano come sovescio, come ombra temporanea per giovani impianti e come siepi lungo le curve di livello. Le foglie sono tossiche: contengono rotenoidi e da tempo si usano come veleno per pesci e come insetticida.

Quanto azoto fornisce la tephrosia?

Dipende dall'età e dal sito. Per Tephrosia vogelii il database di World Agroforestry indica 3,7 grammi di azoto per 100 grammi di sostanza secca nelle piante di due o tre mesi, che scendono a 1,2 grammi nel materiale di dieci mesi. I germogli giovani e teneri sono dunque i più ricchi. Su suoli fertili Tephrosia candida dà da 25 a 30 tonnellate di massa verde per ettaro all'anno in tre tagli. In prove di maggese in Malawi il mais dopo un maggese di Tephrosia candida ha dato una resa pari a più volte quella del mais coltivato senza alcun apporto.

La tephrosia è velenosa?

Sì, va trattata come pianta tossica. Le foglie, e in misura maggiore i semi, di Tephrosia vogelii contengono rotenoidi come tefrosina, deguelina e rotenone. In Africa e in Asia le foglie pestate si usavano per stordire i pesci e contro pidocchi, pulci e zecche. In pratica: le foglie non sono foraggio, e il materiale tagliato non deve finire in stagni, cisterne o ruscelli, perché è tossico per i pesci.

La tephrosia va inoculata con i rizobi?

Forma noduli radicali e fissa azoto; per Tephrosia candida la letteratura agroforestale indica Bradyrhizobium come partner. Di Tephrosia vogelii si riporta che nodula anche su suoli acidi dove la leucaena non ci riesce. Se in un suolo mediterraneo che non ha mai ospitato tephrosia vivano batteri adatti non si può sapere in anticipo. A Sa Medada è stata piantata senza inoculo ed è attecchita.

La tephrosia è invasiva?

Non figura nell'elenco UE delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Tephrosia candida è naturalizzata alle Hawaii, dove una valutazione del rischio segnala caratteri che invitano alla cautela: semi vitali, una banca di semi persistente grazie al tegumento duro e un'ampia tolleranza climatica. Dove gelo o siccità estiva ne frenano la crescita il rischio di diffusione è minore; un taglio prima della maturazione dei semi la tiene comunque sotto controllo.

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Fonti

  • Orwa et al., Agroforestree Database 4.0 (World Agroforestry, 2009): Tephrosia vogelii
  • Orwa et al., Agroforestree Database 4.0 (World Agroforestry, 2009): Tephrosia candida
  • Mafongoya, Chintu, Chirwa, Matibini & Chikale, Tephrosia species and provenances for improved fallows in southern Africa, Agroforestry Systems 59 (2003)
  • Munthali, Gachene, Sileshi & Karanja, Amendment of Tephrosia improved fallows with inorganic fertilizers improves soil chemical properties, N uptake, and maize yield in Malawi, International Journal of Agronomy (2014)
  • Plant Pono / Hawaii-Pacific Weed Risk Assessment: Tephrosia candida
  • Regolamento (UE) n. 1143/2014 ed elenco unionale delle specie esotiche invasive, aggiornato al 2025

Ultimo aggiornamento: 2026-10-13