In breve
Il secondo dei dodici principi della permacultura di Holmgren: raccogliere acqua, luce, fertilità e semi quando abbondano e conservarli per i tempi magri.
Che cosa dice il principio
Raccogliere e conservare l'energia, in originale catch and store energy, è il secondo dei dodici principi di progettazione di David Holmgren. Parte da un'osservazione semplice: ciò di cui un paesaggio ha bisogno non arriva in modo regolare. La pioggia cade a ondate e a stagioni, la luce è forte d'estate e debole d'inverno, le piante crescono in fretta in primavera e si fermano nella siccità. Un progetto che usa solo ciò che arriva oggi vive alla giornata. Un progetto che cattura il surplus e lo trattiene porta un tempo di abbondanza dentro un tempo di bisogno.
Holmgren intende la parola energia in senso largo. Comprende calore e combustibile, ma anche l'acqua, la fertilità del suolo, la crescita delle piante, i semi, le conserve, le capacità e le conoscenze di chi vive sulla terra. Tutto questo si può raccogliere quando abbonda e mettere da parte. Le economie moderne vivono in gran parte di riserve accumulate molto tempo fa, soprattutto dei combustibili fossili, cioè di luce solare catturata dalle piante milioni di anni or sono. Il principio riporta l'attenzione sulle riserve che un luogo può costruire e rinnovare da sé.
Nella pratica della permacultura le riserve più preziose stanno nella terra e non nei serbatoi e nei magazzini: l'acqua trattenuta nel suolo e nel pendio, l'humus, gli alberi vivi e i semi. Costano poco, crescono con la cura e servono a molti scopi insieme. Un albero conserva acqua nei suoi tessuti e nel suolo ombreggiato sotto di sé, carbonio nel legno e cibo nei frutti, e ogni autunno le sue foglie nutrono la vita del suolo.
Il vecchio proverbio: fai il fieno finché splende il sole
Holmgren affianca a questo principio il proverbio inglese make hay while the sun shines, fai il fieno finché splende il sole; l'equivalente italiano è batti il ferro finché è caldo. L'erba si secca in fieno solo con una serie di giornate asciutte e soleggiate. Chi aspetta un momento più comodo può trovare il tempo cambiato e l'occasione perduta.
Il proverbio porta con sé un'urgenza che nell'epoca dei supermercati e dell'acqua di rubinetto si dimentica facilmente. Molte risorse si possono catturare solo in una finestra stretta. Su un pendio mediterraneo la maggior parte della pioggia cade nella metà più fresca dell'anno, spesso in pochi temporali violenti. L'acqua che scorre via allora è perduta fino al prossimo autunno, e nessuno sforzo a luglio la riporta indietro.
Come appare in natura
Gli esseri viventi conservano energia da quando esistono stagioni magre. Molte piante mediterranee, tra cui gli asfodeli diffusi sulle colline sarde, accumulano riserve in bulbi, tuberi o radici carnose, lasciano seccare le foglie nella siccità estiva e ributtano con le prime piogge d'autunno. I semi sono forse la riserva più perfetta: la luce di una stagione racchiusa in una forma piccola e durevole, che attende il momento giusto.
Anche gli animali fanno scorte, e alcune di queste scorte piantano boschi. La ghiandaia d'autunno sotterra le ghiande una per una in punti sparsi e d'inverno se ne nutre. Gli studi su ghiandaie e querce, dai Paesi Bassi ai querceti mediterranei, mostrano che le ghiande non recuperate possono diventare nuove querce, spesso a decine di metri o più dall'albero madre, in punti che le sue ghiande cadute non avrebbero mai raggiunto. Una scorta che serve a un animale diventa, con ciò che avanza, l'inizio della generazione successiva di alberi.
La riserva più grande di un paesaggio, però, sta sotto di esso. Un suolo ricco di humus trattiene l'acqua come una spugna e la cede lentamente a radici e sorgenti, molto dopo l'ultima pioggia.
Dove agisce il principio nel TerraWiki
Molte tecniche del TerraWiki sono modi di catturare e conservare l'energia in una delle sue forme:
- Raccolta dell'acqua piovana: l'arte di trattenere la pioggia dove cade, su tetti, sentieri e pendii, invece di lasciarla scorrere via.
- Swale: un fosso lungo la curva di livello che trattiene il deflusso abbastanza a lungo da farlo penetrare nel pendio e riempire la riserva del suolo.
- Mezzaluna, buca zaï e microbacino: piccole opere in terra che raccolgono la pioggia di una superficie più ampia attorno a una sola pianta.
- Infiltrazione: come l'acqua entra nel suolo, e perché il suolo è di solito il serbatoio più economico che esista.
- Laghetto di ritenzione e cisterna per l'acqua del tetto: riserve per l'acqua che il suolo non trattiene, per animali, piante e mesi secchi.
- Paesaggio di ritenzione idrica: molte riserve collegate in tutto un paesaggio, perché la pioggia resti dove è caduta.
- Humus e pacciamatura: l'humus trattiene acqua e nutrienti per anni, e la pacciamatura protegge l'umidità accumulata dall'evaporazione.
- Biochar: trasforma parte del carbonio delle potature in una forma che nel suolo dura molto più a lungo della materia vegetale fresca.
- Foresta commestibile: una riserva viva di legno, frutti e ombra che cresce ogni anno di cura.
- Spirale delle erbe e pacciamatura minerale: pietra che accoglie il calore del giorno e lo restituisce di notte.
- Il ciclo dei semi: chi conserva i semi custodisce la crescita di una stagione e l'adattamento di una pianta al suo luogo per gli anni a venire.
La fisica che sta dietro a tutto questo la spiega la pagina sul flusso di energia: perché l'energia accumulata alla fine se ne va sempre. Il ciclo dell'acqua mostra perché trattenere l'acqua nel pendio viene prima di qualsiasi serbatoio.
A Sa Medada
Sa Medada è un pendio a Jerzu, in Ogliastra sul versante orientale della Sardegna. Gli inverni sono miti e la stagione secca dura all'incirca da maggio a settembre. Luce e calore non mancano; l'acqua è ciò che questa terra deve catturare e trattenere. La mappa dell'umidità da dati LiDAR mostra un'area principale relativamente secca e canali più umidi ai margini, un indizio di dove l'acqua già oggi si raccoglie.
Il Progetto Eden comincia quindi dalla ritenzione dell'acqua, dalle piante pioniere e dalla copertura del suolo. Piante e pacciamatura fanno ombra al terreno perché l'acqua che contiene non vada perduta sotto il sole estivo, e ogni radice che cresce nel pendio aiuta la pioggia successiva a penetrare. Le swale sono previste; nessuna è ancora stata realizzata. Un antico oliveto copre parte della terra, una riserva di molti anni di sole in legno, radici e ombra. Un'analisi di laboratorio del suolo non esiste ancora, per cui non facciamo affermazioni su quanta acqua o quanto humus il suolo trattenga oggi.
Il principio precedente, osservare e interagire, mostra dove la terra riceve più di quanto possa usare. Il successivo, ottenere un raccolto, chiede che ciò che è stato catturato e conservato nutra anche le persone che se ne prendono cura.
Domande frequenti
Che cosa significa raccogliere e conservare l'energia in permacultura?
È il secondo dei dodici principi di progettazione di David Holmgren (in inglese catch and store energy). Pioggia, luce del sole, calore, crescita delle piante e fertilità arrivano in modo irregolare: molto in un periodo, poco in un altro. Il principio chiede sistemi che catturino questi flussi quando abbondano e li trattengano per i mesi in cui scarseggiano. L'energia è intesa in senso ampio: acqua nel suolo, humus, legno, semi, scorte e perfino competenze contano come riserve.
Qual è il proverbio legato a questo principio?
Holmgren lo accompagna con l'inglese make hay while the sun shines: fai il fieno finché splende il sole. In italiano diciamo: batti il ferro finché è caldo. Il fieno si fa solo nei giorni asciutti e soleggiati, e chi aspetta perde l'occasione. Il proverbio ricorda che la finestra per catturare una risorsa è spesso breve. Nel clima mediterraneo la maggior parte della pioggia cade nei mesi più freschi, e ciò che non si raccoglie allora è perduto fino all'autunno seguente.
L'energia si può davvero conservare, se alla fine se ne va comunque?
Sì, per un certo tempo. Come spiega la pagina del TerraWiki sul flusso di energia, l'energia non gira in cerchio; arriva come luce del sole e lascia infine la terra come calore. Conservarla significa ritardare quell'uscita: luce trattenuta come zucchero nel frutto, come legno nell'albero, come humus nel suolo, o come acqua nel terreno che le piante possono ancora usare d'estate. Più a lungo l'energia resta sulla terra e a più usi serve lungo la strada, più il sistema si arricchisce.
Dove conviene conservare l'acqua su una terra arida?
Di solito nel suolo stesso. Un suolo ricco di humus e coperto da piante o pacciamatura può assorbire gran parte della pioggia e cederla lentamente a radici e sorgenti, senza pompe né serbatoi. Swale, conche e mezzelune aiutano l'acqua a infiltrarsi dove cade. Laghetti e cisterne vengono dopo, per l'acqua che il suolo non riesce a trattenere. Molti progettisti seguono quest'ordine: prima rallentare e far infiltrare l'acqua, poi immagazzinare ciò che resta.
Come applica Terra Humana questo principio a Sa Medada?
Sa Medada è un pendio a Jerzu, in Sardegna, con una stagione secca che dura all'incirca da maggio a settembre. Il Progetto Eden comincia quindi dalla ritenzione dell'acqua, dalle piante pioniere e dalla copertura del suolo, perché la pioggia penetri nel pendio e il terreno nudo resti all'ombra. Le swale sono previste, ma nessuna è ancora stata realizzata. L'antico oliveto è già oggi una riserva viva di molti anni di sole.

Termini correlati






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Vedi nella pratica
Per approfondire nel mondo
Fonti liberamente accessibili che consigliamo per andare più a fondo.
- SitoPermaculture Principles: Catch and store energypermacultureprinciples.com
- LibroDavid Holmgren: Essence of Permaculture (free summary, many languages)permacultureprinciples.com
- SitoBrad Lancaster: The eight water-harvesting principlesharvestingrainwater.com
- LibroFAO: Water and Cereals in Drylandsfao.org
Fonti
- David Holmgren, Permaculture: Principles and Pathways Beyond Sustainability, Holmgren Design Services (2002, edizione riveduta Melliodora Publishing 2017)
- Holmgren Design, Principle 2: Catch and store energy, permacultureprinciples.com (consultato ottobre 2026)
- Brad Lancaster, Rainwater Harvesting for Drylands and Beyond, vol. 1: Guiding Principles, Rainsource Press (2006, 3a edizione 2019)
- Bossema, Jays and oaks: an eco-ethological study of a symbiosis, Behaviour 70(1), pp. 1-116 (1979)
- Pons e Pausas, Acorn dispersal estimated by radio-tracking, Oecologia 153, pp. 903-911 (2007)
- Koohafkan e Stewart, Water and Cereals in Drylands, FAO ed Earthscan (2008)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16