In breve
Muri di pietra sovrapposta senza malta, tenuti insieme dalla posa di ogni pietra e dall'attrito tra di esse.
Percorso: Trattenere l'acqua sul pendio
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Cosa sono i muretti a secco?
Un muretto a secco è pietra sopra pietra, e in mezzo nulla. Niente malta, niente cemento, nessun legante. Ciò che lo tiene in piedi è il mestiere: ogni pietra viene scelta, girata e posata perché il suo peso incastri le vicine, e il muro sta in piedi per solo attrito e gravità. Uno costruito bene sopravvive a più vite umane.
Il materiale è quasi sempre locale, e spesso è proprio la pietra che andava spietrata dal campo prima che vi potesse crescere qualcosa. Qui sta la logica silenziosa della tecnica: l'ostacolo diventa struttura. Nulla viene trasportato, nulla prodotto, e alla fine del suo tempo il muro può semplicemente essere smontato e ricostruito.
Non è meccanizzabile. Una macchina può spostare pietra, ma non giudicare se una certa pietra si assesta. Questo rende il lavoro lento e qualificato, ed è il motivo per cui questo sapere è fragile: vive nelle mani di chi lo pratica e scompare in una generazione se nessuno lo impara.
L'UNESCO ha riconosciuto esattamente questo. Nel 2024 l'elemento «L'arte della costruzione a secco, conoscenze e tecniche» è stato iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, in sostituzione di un'iscrizione del 2018, e oggi è portato da tredici Stati. Ciò che è tutelato non è un singolo muro, ma il mestiere stesso.
I muri sono anche habitat. Uno studio nell'Appennino settentrionale ha trovato i muretti a secco strutturalmente molto più vari di quelli in cemento, e ha rilevato che ospitano più licheni delle pareti rocciose naturali vicine; nelle cavità si sono trovati anfibi e molluschi. Un muro con malta è una superficie. Un muretto a secco è un paesaggio di fessure, ognuna con la propria temperatura, umidità e ombra.
Come li intende Terra Humana
Per Terra Humana il muretto a secco è il punto in cui patrimonio culturale e funzione ecologica si rivelano la stessa cosa.
La candidatura italiana all'UNESCO cita l'Ogliastra tra le regioni del secco del Paese. È il nostro distretto. I muri su e attorno a Sa Medada non sono ornamento né resti di qualcosa di superato: sono la ragione per cui i versanti trattengono ancora suolo, e appartengono a un'arte riconosciuta come patrimonio.
L'analisi paesaggistica ufficiale dell'Ogliastra dice la stessa cosa in linguaggio tecnico. Perché un terreno ripido sia lavorabile, indica terrazzamenti, drenaggi sotterranei e muri di contenimento come interventi necessari. Senza di essi la pioggia porta via il versante.
Troviamo appropriata l'onestà della tecnica. Usa quello che il luogo già ha, non richiede una filiera, può essere riparata da chi la comprende e cede gradualmente invece che all'improvviso. Sono le stesse qualità che cerchiamo in un impianto.

Sa Medada
Così è da noi
Su Sa Medada non ci sono muretti a secco: il pendio è terrazzato, e i terrazzamenti trattengono il suolo su un terreno che sale da 247 a 341 metri. I muretti a secco appartengono all'Ogliastra tutto intorno, dove si costruiscono da generazioni.
Scopri il Progetto EdenDomande frequenti
Cos'è un muretto a secco?
Un muretto a secco è costruito con la sola pietra, senza malta, cemento o altro legante. La sua stabilità nasce interamente da come ogni pietra viene scelta, girata e posata, e dall'attrito e dal peso che tengono insieme il tutto. Poiché nessuna macchina può giudicare se una pietra si assesta, il lavoro non è meccanizzabile, ed è proprio per questo che il sapere deve passare di mano in mano.
Perché la costruzione a secco è patrimonio UNESCO?
Perché è un mestiere vivo, portato da comunità di tutta Europa. L'elemento «L'arte della costruzione a secco, conoscenze e tecniche» è stato iscritto nel 2024 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, sostituendo l'iscrizione del 2018, e ora conta tredici Stati. La candidatura italiana cita la Sardegna e in particolare l'Ogliastra tra le regioni del secco.
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Fonti
- UNESCO, Art of dry stone construction, knowledge and techniques, elemento n. 02106, decisione 19.COM 7.b.57 (2024)
- Ministero della Cultura, dossier italiano sull'elemento UNESCO, cita la Sardegna (Ogliastra)
- Manenti, Dry stone walls favour biodiversity: a case-study from the Appennines, Biodiversity and Conservation 23 (2014)
- Segretariato Regionale MiC per la Sardegna, Atlante dei Paesaggi della Sardegna, macro-unità Ogliastra
Ultimo aggiornamento: 2026-10-01
