In breve
La boscaglia densa e sclerofilla del Mediterraneo, dall'altezza del ginocchio a piccoli alberi, tenace su terreni che il bosco ha perduto.
Percorso: Alberi che restano
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Cos'è la macchia mediterranea?
La macchia è la boscaglia densa e sclerofilla che copre gran parte del Mediterraneo. Le sue piante condividono un tratto vistoso: foglie piccole, spesse, spesso coriacee e aromatiche, che perdono meno acqua possibile. Non è un ornamento, è il modo in cui una pianta supera cinque mesi senza pioggia.
L'altezza dà le suddivisioni approssimative. Dove il popolamento è portato da specie di forma arborea, leccio, sughera, corbezzolo, lentisco, fillirea e ginepro, si parla di macchia alta, che può raggiungere diversi metri. Dove resta più bassa è macchia bassa. Dove il suolo diventa sottile e pietroso e la copertura si apre in chiazze sotto l'altezza del ginocchio, il nome cambia in gariga. Questi limiti sono approssimazioni: la letteratura li traccia in modi diversi, e le piante li ignorano.
Il servizio ambientale della Sardegna nomina senza giri di parole le specie guida della macchia isolana: corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, mirto, fillirea, erica, ginestra, rosmarino, viburno ed euforbia. Verso la gariga l'elenco si sposta su timo, elicriso, cisti ed euforbia. Le forme sarde sono abbastanza distinte da essere cartografate a parte nella classificazione forestale regionale.
Il diritto europeo tutela queste formazioni per tipo, non per nome. Gli habitat dell'Allegato I pertinenti sono il matorral arborescente a ginepro, gli arbusteti termomediterranei e le foreste di Olea e Ceratonia. Nessuno dei tre è habitat prioritario, ma tutti compaiono regolarmente nelle schede sarde di Natura 2000.
Un dettaglio conta per leggere le statistiche. Nell'inventario forestale italiano la macchia non è contata come bosco ma come altre terre boscate. Nell'inventario nazionale del 2005 la Sardegna contava circa 583.000 ettari di bosco e circa 630.000 ettari di altre terre boscate, insieme circa 1,2 milioni di ettari, più di ogni altra regione italiana. Il dato è del 2005 e va letto come tale.
Come la intende Terra Humana
La macchia copre i versanti più ripidi di Sa Medada, e comprenderla correttamente decide come vi lavoriamo.
L'analisi paesaggistica ufficiale dell'Ogliastra descrive la macchia del distretto come stadio di degrado del bosco di querce che vi stava prima, perduto per incendi e pascolo eccessivo, e annota quanto sia lentissima la formazione di suolo sul calcare. Letto senza attenzione, suona come una condanna degli arbusti. Non lo è.
Vediamo la macchia come un risultato ottenuto in condizioni difficili. È ciò che ancora trattiene il poco suolo, ciò che conserva un po' di umidità nel sistema e ciò che dà riparo agli animali. Rimuoverla per piantare sarebbe il modo più rapido di perdere insieme suolo e ombra, e le specie che vi vivono non sono una forma di vita inferiore agli alberi che le hanno precedute.
Al tempo stesso non la trattiamo come punto d'arrivo. Sta dentro una successione che può proseguire se vengono meno le pressioni che l'hanno fermata. Il nostro lavoro è togliere quelle pressioni e aggiungere ciò che manca, non sostituire ciò che c'è.

Sa Medada
Così è da noi
A Sa Medada la macchia sta sui versanti più ripidi; secondo le carte LiDAR i fianchi del terreno raggiungono pendenze da 25 a 45 gradi. Gran parte della superficie restante è uliveto. Per noi la macchia è lì protezione dall'erosione e l'ombra sotto cui i giovani alberi possono superare le prime estati.
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CorbezzoloArbutus unedo 
LentiscoPistacia lentiscus 
CistoCistus 
MirtoMyrtus communis 
GinestraSpartium junceum
Domande frequenti
Cos'è la macchia mediterranea?
La macchia è la boscaglia sempreverde e densa caratteristica del Mediterraneo. Le sue piante hanno foglie piccole, spesse, spesso coriacee, che perdono poca acqua: un adattamento alle estati calde e asciutte. Le altezze vanno da circa mezzo metro a quattro metri. Dove prevalgono specie di forma arborea si parla di macchia alta; dove resta bassa e discontinua su suolo sottile e pietroso diventa gariga, uno stadio più degradato.
La macchia è vegetazione naturale o segno di degrado?
Entrambe le cose, e qui sta il punto. Gran parte della macchia mediterranea si trova dove un tempo stava un bosco di querce, perduto per incendi, pascolo e coltivazione. In questo senso è uno stadio di degrado. Al tempo stesso protegge il poco suolo rimasto, trattiene acqua nel sistema ed è essa stessa ricca di specie. Se non viene disturbata può riportare la successione verso il bosco. È danno e riparazione nella stessa comunità vegetale.
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Fonti
- Regione Autonoma della Sardegna, portale SIRA, sezione vegetazione e fauna
- Direttiva 92/43/CEE, Allegato I, habitat 5210, 5330 e 9320; Interpretation Manual EUR 28 (2013)
- Regione Autonoma della Sardegna, I Paesaggi Forestali della Sardegna, biotopi CORINE
- Segretariato Regionale MiC per la Sardegna, Atlante dei Paesaggi della Sardegna, macro-unità Ogliastra
Ultimo aggiornamento: 2026-10-01
