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Sughera con il tronco appena decorticato, rosso bruno, su un pendio asciutto
Alberi della Sardegna

Sughera (quercia da sughero)

Redazione Terra HumanaUltimo aggiornamento: 2026-10-014 min di lettura

Sughera con il tronco appena decorticato, rosso bruno, su un pendio asciutto

In breve

Quercia sempreverde mediterranea la cui spessa corteccia isolante si può estrarre ogni decennio senza danneggiare l'albero, e che sopravvive al fuoco.

Nome botanico
Quercus suber
Foglie
sempreverdi
Decortica
circa ogni decennio
Tutela
Legge n. 759 del 1956

Cos'è la sughera?

La sughera, Quercus suber, è una quercia sempreverde mediterranea con un dono insolito: produce una corteccia esterna spessa, leggera e isolante, e può perderla e rifarla. È questo che rende il sughero un materiale rinnovabile raccolto da un albero vivo, e non un prodotto dell'abbattimento.

La corteccia esiste per una ragione che non ha nulla a che fare con noi. In un paesaggio che brucia, uno strato isolante attorno al fusto è attrezzatura di sopravvivenza. Il fuoco passa, la chioma può bruciare, e l'albero ricaccia. Tutto nella sughera indica il fuoco, ed è per questo che è una specie portante dei sistemi mediterranei aperti e pascolati, là dove altri alberi cedono.

L'estrazione segue il ritmo dell'albero. Una prima decortica è possibile solo quando il fusto ha raggiunto una certa circonferenza, poi la corteccia viene ripresa dopo circa nove a dodici anni, in Sardegna comunemente dieci. Il lavoro si fa a mano con l'ascia nella stagione calda, e un albero decorticato male resta danneggiato per decenni: per questo il mestiere conta tanto quanto il momento.

L'Italia ha dato alla specie una legge propria notevolmente presto. La legge n. 759 del 1956 disciplina in dettaglio coltivazione, difesa e sfruttamento della sughera: nessuna prima decortica prima che il fusto misuri 60 centimetri di circonferenza a 1,30 metri da terra, nessun sughero di età inferiore a nove anni, nessun abbattimento nemmeno di alberi che hanno smesso di produrre, nessun diradamento senza autorizzazione. La Sardegna ha aggiunto la legge regionale n. 4 del 1994, che tutela piante da sughero e sugherete nella stessa frase come parti dell'ambiente, del paesaggio, dell'economia e del patrimonio culturale dell'isola.

La Sardegna porta la parte prevalente delle sugherete italiane. Di circa 186.000 ettari nazionali, circa l'83 per cento si trova sull'isola, tra sughereta chiusa e pascolo arborato con sughere. Questi dati provengono dall'inventario forestale nazionale del 2005 e dalla carta dell'uso del suolo regionale del 2008 e vanno letti con quella data. Il centro dell'economia del sughero è la Gallura, a nord, non il nostro distretto.

Come la intende Terra Humana

La sughera è l'esempio più chiaro che conosciamo di un albero che può essere usato senza essere consumato.

Nulla le viene tolto con la forza. La corteccia l'albero la restituisce ogni decennio, il fusto resta in piedi, e una sughera ben curata si può raccogliere per una vita di lavoro più lunga di quella di una singola persona. È un rapporto con una pianta diverso dalla raccolta del legname, e vale la pena nominarlo invece di darlo per scontato.

Mostra inoltre che tutela e uso non sono opposti. La legge italiana vieta di abbattere la sughera e nello stesso respiro ne regola la raccolta. L'albero vale più vivo e produttivo che come legno, e la legge lo ha semplicemente messo per iscritto. Per una fondazione che sostiene la biodiversità dentro i paesaggi produttivi, questo è un precedente, non un'eccezione.

Secondo l'analisi paesaggistica ufficiale la copertura originaria dell'Ogliastra era sughera sui suoli acidi e leccio su quelli neutri e basici. Gran parte è andata perduta per incendi, pascolo eccessivo e lavorazioni inadatte. Sapere quale albero apparteneva a quale suolo è l'inizio del riportarlo.

La valle di Sa Medada presso Jerzu, Sardegna, con uliveto e macchia
La valle di Sa Medada presso Jerzu, Sardegna, con uliveto e macchia

Sa Medada

Così è da noi

L'analisi paesaggistica ufficiale assegna in Ogliastra la sughera ai suoli acidi e il leccio a quelli neutri e basici, e il distretto li ha entrambi: suoli acidi su graniti e scisti come pure i Tacchi calcarei. Quale quercia appartenga a quale punto di Sa Medada si potrà dire solo quando avremo l'analisi di laboratorio del terreno. Fino ad allora non ci sbilanciamo.

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Domande frequenti

Come si estrae il sughero senza uccidere l'albero?

Il sughero è la corteccia esterna, e la sughera la ricostruisce. La corteccia viene staccata a mano nei mesi caldi e ricresce in circa nove a dodici anni, dopo i quali può essere estratta di nuovo. In Sardegna la stagione di estrazione va dal 1 maggio al 30 settembre e va comunicata alla stazione forestale competente. La legge italiana vieta la prima decortica prima che il fusto raggiunga 60 centimetri di circonferenza a 1,30 metri da terra, e vieta di estrarre sughero di età inferiore a nove anni.

La sughera è tutelata?

Sì, due volte. La legge nazionale n. 759 del 1956 disciplina coltivazione, difesa e sfruttamento della sughera e vieta l'abbattimento anche di alberi non più produttivi, così come il diradamento senza autorizzazione preventiva. La legge regionale sarda n. 4 del 1994 tutela inoltre le piante da sughero e le sugherete quali componenti dell'ambiente, del paesaggio, dell'economia e del patrimonio culturale dell'isola. Il tipo di habitat è anche iscritto nell'Allegato I della Direttiva Habitat.

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Fonti

  • Legge 18 luglio 1956, n. 759, Coltivazione, difesa e sfruttamento della sughera, Gazzetta Ufficiale n. 190 del 31.07.1956
  • Legge Regionale Sardegna 9 febbraio 1994, n. 4, sulla sughericoltura
  • Agenzia Forestas, Guida alla Commercializzazione del Sughero in Campo, 2a edizione 2021; dati di superficie da INFC 2005 e PFAR 2008
  • Direttiva 92/43/CEE, Allegato I, habitat 9330, foreste di Quercus suber

Ultimo aggiornamento: 2026-10-01