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Vecchio leccio con chioma fitta e scura su terreno sassoso
Alberi della Sardegna

Leccio

Redazione Terra HumanaUltimo aggiornamento: 2026-10-014 min di lettura

Vecchio leccio con chioma fitta e scura su terreno sassoso

In breve

La quercia sempreverde del Mediterraneo, dall'ombra densa e dalle radici profonde, l'albero a cui il paesaggio torna quando gliene si dà modo.

Cos'è il leccio?

Il leccio, Quercus ilex, è la quercia sempreverde del Mediterraneo e, in gran parte della fascia sclerofilla, l'albero che sta alla fine della successione. Le sue foglie sono piccole, spesse e coriacee, e le mantiene tutto l'anno: vuol dire che lavora ogni volta che c'è acqua, e non soltanto in una stagione vegetativa.

Tre cose lo rendono la specie di ancoraggio di questi paesaggi. La sua chioma è densa, così il terreno sotto resta più fresco e trattiene umidità fino ai mesi asciutti. Le sue radici vanno in profondità, raggiungono acqua e minerali molto sotto lo strato utilizzabile dall'erba, e nel farlo tengono il versante. E porta ghiande, che in un paesaggio pascolato non sono un dettaglio ma una risorsa alimentare per animali domestici e fauna selvatica insieme.

La sua longevità è stata sottovalutata per molto tempo. Uno studio pubblicato nel 2023 ha stabilito che i lecci di Montecristo, nell'Arcipelago Toscano, superano i 700 anni, ben oltre i circa 500 che le opere di riferimento assumevano. Quello che un albero così ha visto non è paragonabile a nulla che un impianto possa produrre in fretta.

Il diritto europeo iscrive l'habitat nell'Allegato I della Direttiva Habitat, come foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia. Le forme sarde sono abbastanza caratteristiche da essere classificate a parte nella tipologia forestale regionale, sia le leccete di quota inferiore sia quelle supramediterranee in altura.

La verità scomoda è quanto poco ne sia rimasto. In tutto il Mediterraneo la lecceta è stata aperta per millenni per pascolo, carbone e coltivazione, e ciò che sta al suo posto è in larga parte macchia. Gli arbusti sono la stessa comunità in uno stadio precedente, trattenuta là da incendi e carico di pascolo.

Come lo intende Terra Humana

Per Terra Humana il leccio è il punto di riferimento, nel senso stretto in cui la rinaturazione usa questa parola.

L'analisi paesaggistica ufficiale dell'Ogliastra registra che la copertura originaria del distretto era sughera sui suoli acidi e leccio su quelli neutri e basici, e che incendi, pascolo eccessivo e lavorazioni inadatte ne hanno rimossa gran parte. Il distretto ha entrambi i tipi di terreno, suoli acidi su graniti e scisti come pure i Tacchi calcarei. Quale albero vada dove è quindi una questione di suolo e non di preferenza, e la risolviamo punto per punto.

Ciò non fa del leccio un obiettivo da piantare ovunque il più rapidamente possibile. Una piantina in pieno sole su un versante aperto nell'estate sarda ha poche probabilità. Ha bisogno di ombra, e l'ombra che c'è è la macchia. La sequenza conta dunque più dell'elenco delle specie: gli arbusti che già ci sono sono il semenzaio delle querce che dovranno seguire.

Leggiamo inoltre la sua longevità come un obbligo. Piantare un albero che può stare in piedi per sette secoli è una decisione presa a nome di persone che non incontreremo mai. Si accorda con il modo in cui questa fondazione è stata costituita, ed è la risposta più semplice alla domanda su cosa significhi lavorare a lungo termine.

La valle di Sa Medada presso Jerzu, Sardegna, con uliveto e macchia
La valle di Sa Medada presso Jerzu, Sardegna, con uliveto e macchia

Sa Medada

Così è da noi

A Sa Medada la macchia cresce sui versanti più ripidi, ed è lì che una giovane piantina di quercia troverebbe l'ombra di cui ha bisogno nelle prime estati. Se il suolo sia più adatto al leccio o alla sughera lo chiarirà solo l'analisi di laboratorio, ancora da fare. Da questa dipende quale quercia piantiamo e dove.

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Domande frequenti

Cos'è il leccio?

Il leccio, Quercus ilex, è la quercia sempreverde del Mediterraneo e, in gran parte della fascia sclerofilla, l'albero climax. Le sue foglie piccole e coriacee restano tutto l'anno, la sua ombra è abbastanza densa da mantenere umido il suolo attraverso un'estate secca, e le sue radici raggiungono acqua e nutrienti molto sotto la profondità utilizzabile dall'erba. Dove il bosco mediterraneo si riprende da sé, tende ad arrivare al leccio.

Quanto può vivere un leccio?

Più di quanto i manuali abbiano lungamente supposto. Per i lecci di Montecristo, nell'Arcipelago Toscano, uno studio del 2023 ha dimostrato un'età superiore ai 700 anni, ben oltre i circa 500 assunti dalle opere di riferimento. Questo conta per la rinaturazione: un albero piantato oggi non è una misura di breve periodo, e un leccio vecchio già presente è qualcosa che nessun impianto può sostituire nell'arco di più vite umane.

Prossima tappa · Tappa 3 di 7Sughera (quercia da sughero)

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Fonti

  • Filibeck et al., Rediscovering Montecristo's treasure: the island's holm oaks reveal exceptional longevity, Ecology (2023)
  • Direttiva 92/43/CEE, Allegato I, habitat 9340, foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia; Interpretation Manual EUR 28 (2013)
  • Regione Autonoma della Sardegna, I Paesaggi Forestali della Sardegna, biotopi CORINE 45.317 e 45.323
  • Segretariato Regionale MiC per la Sardegna, Atlante dei Paesaggi della Sardegna, macro-unità Ogliastra

Ultimo aggiornamento: 2026-10-01